“Sanremo”: La Gloria Passata e la Deriva Contemporanea”

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Sanremo non è più Sanremo

Parlare di Sanremo, la celebre manifestazione canora italiana, richiede un equilibrio tra la venerazione per il suo passato glorioso e l’analisi critica del suo presente.

Sparlare di Sanremo è come sparare sulla croce rossa ma se Sanremo fosse ancora quello spettacolo che celebra il talento musicale italiano e ospita figure affascinanti come Paolo Villaggio, Silvia Coscina, Enrico Maria Salerno e Raffaella Carrà, sarebbe davvero un evento da non perdere. Tuttavia, la trasformazione subita nel corso degli anni ha trasformato questo evento in uno show televisivo dall’identità confusa.

Oggi, Sanremo è guidato da Amadeus, nominato direttore artistico. Sorge spontanea la domanda: per quali meriti artistici? La sua carriera discografica è oscura, e persino il suo unico singolo “Saltellare” pare dimenticato nella sua biografia ufficiale su Wikipedia. La sua esperienza alla radio non è stata esaltante, e la sua voce impostata e innaturale gli ha valso il soprannome di “Bisteccone”. Il passaggio alla Rai lo ha portato alla promozione a direttore artistico, un ruolo che solleva dubbi sulle sue competenze effettive nel mondo della musica.

Il declino dello share di Sanremo negli anni anche se la Rai fa di tutto per negarlo con dati parziali, potrebbe essere attribuito alla strumentalizzazione politica della manifestazione o alla qualità della musica proposta. L’arrivo ciclico di nuovi artisti con il classico dei classici “ Fuori” o la ripetizione dei “Big” per l’ennesima volta, sono elementi che necessitano di un rinnovamento genuino, condotto da veri artisti non soggiogati da compensi o contratti con la Rai.

Parlando di denaro pubblico, i compensi elevati dei conduttori, come i 600.000 euro incassati da Amadeus per la passata edizione, sono difficili da giustificare. Questa cifra rappresenta un’amara critica, considerando quanto una persona comune guadagni in un’intera vita di lavoro. Gli sprechi finanziari relativi agli ospiti e alle scenografie milionarie si aggiungono a un quadro già devastante.

Se Sanremo, se fosse veramente Sanremo, non dovrebbe essere solo un intrattenimento effimero. In passato, le canzoni emerse dalla manifestazione duravano nel tempo per la loro qualità intrinseca. Oggi, molti credono di poter acquistare la celebrità senza genuina sostanza artistica, affidandosi a manager più interessati alla promozione che alla qualità dell’arte.

La Rai dovrebbe essere il veicolo per scoprire e sostenere nuovi talenti, producendoli nei propri studi e valorizzandoli attraverso una casa discografica interna, come la gloriosa Fonit Cetra del passato. Tuttavia, l’attuale struttura della Rai sembra essersi allontanata da questo ruolo, relegata agli interessi politici anziché a quelli culturali e sociali.

Se Sanremo riscoprisse la sua autenticità, forse dovrebbe abbandonare la vetrina televisiva e tornare alle sue radici radiofoniche, Inoltre la vetrina per i talenti emergenti, potrebbe abbracciare anche la scoperta di nuovi presentatori, offrendo loro la possibilità di mostrare il proprio carisma e la capacità di guidare lo spettacolo con autenticità. Nella radio, l’essenza del talento è più evidente, si possono svelare trucchi e artifici, mettendo in risalto chi realmente possiede il dono della comunicazione. Sanremo potrebbe ritrovare così    la sua vera essenza, offrendo un servizio per gli artisti e la cultura musicale italiana e forse Sanremo tornerà ad essere di nuovo Sanremo.

Amadeus, Morandi, Chiara Ferragni, Paola Egonu e Chiara Francini a Sanremo 2023

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